Perché l’architettura cloud decide il successo dell’AI | NTT DATA

lun, 25 maggio 2026

Perché oggi l’architettura cloud determina il successo dell’AI

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui le organizzazioni progettano, scalano e gestiscono le proprie attività. Ma, man mano che l’AI entra nei processi core aziendali, un fattore sta diventando sempre più decisivo: dove e come viene eseguita.

L’architettura cloud non è più soltanto una scelta tecnica. È diventata una decisione strategica di business che influenza direttamente i risultati dell’AI.

La nostra più recente ricerca globale, Cloud-led innovation in the era of AI: The new rules for driving value with cloud, basata sulle opinioni di oltre 2.300 senior decision maker, evidenzia un cambiamento chiaro. Le organizzazioni non stanno più scegliendo un unico modello cloud. Stanno invece costruendo ambienti sempre più complessi che combinano cloud pubblico, privato, ibrido e sovereign cloud.

Queste scelte non sono intercambiabili e stanno diventando sempre più difficili da modificare nel tempo. Per questo motivo, le decisioni relative all’architettura cloud possono determinare il successo o il fallimento nell’era dell’AI.

Perché oggi le decisioni sul cloud hanno un peso maggiore

I workload AI si comportano in modo molto diverso rispetto alle tradizionali applicazioni enterprise. Richiedono elevate capacità computazionali, gestiscono grandi volumi di dati e presentano spesso dinamiche imprevedibili. Di conseguenza, il luogo in cui questi workload vengono eseguiti e il modo in cui vengono distribuiti influiscono direttamente su performance, costi e governance.

Le decisioni relative al deployment cloud non riguardano più soltanto l’IT. Determinano il modo in cui le organizzazioni gestiscono la privacy dei dati, rispettano i requisiti normativi e scalano l’AI all’interno del business.

Questo cambiamento è già evidente nei modelli di adozione. Quasi tutte le organizzazioni (99%) prevedono un aumento dell’adozione del private cloud, trainato dalle esigenze di sovranità del dato, sicurezza e controllo. Allo stesso tempo, l’adozione del sovereign cloud è destinata a crescere in modo significativo, passando dal 28% al 42% nei prossimi due anni.

Questi modelli non stanno sostituendo il cloud pubblico. Si stanno invece affiancando a esso, creando ambienti sempre più distribuiti e complessi che richiedono una pianificazione architetturale molto più consapevole.

Non esiste più una strategia neutrale rispetto al cloud

Nelle prime fasi dell’adozione del cloud, le organizzazioni potevano permettersi di prendere decisioni incrementaliste. Potevano spostare workload, modificare ambienti e perfezionare le strategie nel tempo. Oggi questa flessibilità si sta riducendo.

Negli ambienti hybrid cloud, multicloud e sovereign cloud, le decisioni relative a landing zone, modelli di deployment e posizionamento dei workload definiscono i limiti di ciò che le organizzazioni possono realisticamente costruire, scalare e governare. Una volta prese queste decisioni, cambiare direzione diventa molto più complesso.

Per questo motivo non esiste più una strategia indipendente dal cloud. Le scelte architetturali definiscono oggi l’efficacia con cui l’AI può essere operationalizzata, il livello di sicurezza nella gestione dei dati e la sostenibilità del controllo dei costi.

Costi, controllo e complessità sono ormai interconnessi

Uno dei primi impatti delle decisioni architetturali riguarda i costi.

I workload AI introducono nuove dinamiche dovute agli elevati requisiti computazionali, alla movimentazione di grandi quantità di dati e alle esigenze di storage. Quando le scelte architetturali non sono allineate al comportamento dei workload, i costi possono diventare instabili e difficili da prevedere.

Allo stesso tempo, le organizzazioni devono bilanciare priorità concorrenti. Sicurezza dei dati, privacy e compliance rappresentano i principali fattori che influenzano il posizionamento dei workload AI, citati dal 51% degli intervistati. Subito dopo emerge la necessità di un maggiore controllo sull’infrastruttura e sulle possibilità di personalizzazione.

Queste pressioni stanno accelerando il passaggio verso ambienti più controllati, come private cloud e sovereign cloud, ma introducono anche nuovi livelli di complessità. L’integrazione è diventata una criticità centrale. Le organizzazioni indicano infatti l’integrazione con le strategie hybrid cloud e multicloud esistenti come la principale sfida nell’adozione del sovereign cloud. Man mano che gli ambienti diventano più distribuiti, garantire il funzionamento integrato dei sistemi diventa essenziale.

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Perché le decisioni iniziali contano più che mai

Con l’AI sempre più integrata nei processi aziendali, le decisioni relative all’architettura cloud non possono più essere rimandate. Le scelte iniziali determinano la scalabilità degli ambienti, la governance dei dati e le performance delle iniziative AI nel tempo.

Influiscono inoltre sui risultati finanziari di lungo periodo, perché decisioni legate a infrastruttura, dati e workload tendono ad amplificarsi con la crescita dell’adozione dell’AI. In questo contesto, l’architettura cloud va oltre la semplice progettazione infrastrutturale: abilita o limita direttamente il valore di business.

Quando le organizzazioni affrontano queste decisioni in modo strategico, riescono a scalare l’AI in modo controllato, sostenibile e conforme alle normative. Considerare invece l’architettura come un elemento secondario rischia di creare ambienti complessi, costosi da gestire e difficili da evolvere.

Cosa significa per i business leader

Con l’AI che continua a trasformare i modelli operativi, l’architettura cloud deve essere allineata ai risultati di business fin dall’inizio. Le decisioni di deployment devono riflettere non solo i requisiti tecnici, ma anche il valore che le organizzazioni vogliono creare, i rischi che devono gestire e la scala che intendono raggiungere.

Questo richiede un approccio architetturale più consapevole, capace di considerare come gli ambienti evolveranno con l’accelerazione dell’adozione dell’AI e come i diversi modelli cloud collaboreranno all’interno di una strategia unificata.


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