L’evoluzione dei pagamenti cashless in Italia | NTT DATA

mar, 17 maggio 2022

L’evoluzione dei pagamenti cashless in Italia

Quali metodi di pagamento utilizziamo di più? I contanti sono ancora un metodo molto diffuso, ma il digitale sta prendendo sempre più piede.

A cura di Valentina Ventriglia, Engage Manager della practice Mobile & Emerging Devices dell'area Customer Experience

Secondo il rapporto Cashless 2022 di The European House-Ambrosetti, l'Italia è ancora un Paese fortemente dipendente dal contante: sebbene sia aumentato il numero di italiani che usano sistemi di pagamento digitali, l'Italia è oggi al 29esimo posto nella classifica mondiale per incidenza del contante sull'economia, arretrando di 4 posizioni rispetto all'edizione precedente, e si posiziona 24esima su 27 Paesi UE, seguita da Romania e Bulgaria. 
Ad ostacolare l'utilizzo dei pagamenti cashless sono due aspetti principali: in primo luogo è ancora alto il timore degli utenti riguardo alle frodi, in secondo luogo i problemi riscontrati al momento dell'acquisto diretto nei negozi oppure online da almeno 1 italiano su 4, portano le persone ad abbandonare i pagamenti digitali.
 
Sebbene quindi l’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano abbia riscontrato che nel 2021 i consumi si siano ripresi, con un aumento dell’8%, la velocità di diffusione dei pagamenti cashless è ancora bassa.
È però sicuramente positivo il fatto che nel 2021, per la prima volta, il mondo dei pagamenti digitali abbia superato quello dei contanti: su un totale di 873 miliardi di euro, il 51% è stato pagato con carte, wallet e altri strumenti innovativi.
Parte del merito va attributo al cashback che ha incentivato la crescita sdoganando le transazioni con la carta anche di piccoli importi (il 53% delle transazioni è stato infatti inferiore ai 20 euro).
 
Quali sono i metodi di pagamento digitali più utilizzati dagli Italiani?

Presso i negozi fisici, le carte sono sicuramente il sistema più utilizzato: in particolare le carte di debito fanno registrare una crescita maggiore (26%) rispetto alle prepagate (+25%) e alle carte di credito (13%). Sempre più spesso l'utilizzo delle carte passa attraverso il Mobile Proximity Payment: il pagamento di beni e servizi tramite smartphone che oggi sfrutta principalmente la tecnologia Near Field Communication (NFC); scelta dai mobile wallet più diffusi come Apple Pay, Google Pay, Samsung Pay, PosteMobile, Nexi Pay. L'area Mobile & Emerging Devices di NTT DATA è oramai specializzata nella progettazione e nell'integrazione di questi approcci: nel 2018, siamo stati i primi ad integrare su un'app banking il sistema di pagamento Apple Pay e numerose sono state le esperienze successive in cui abbiamo supportato i nostri clienti offrendo le nostre competenze anche in ambito Mobile Payment.

Oltre l’NFC: il futuro dei pagamenti digitali
Si stanno diffondendo anche soluzioni alternative all'NFC, che utilizzano il QR code o la geolocalizzazione associata al numero di telefono per effettuare il pagamento, come propone Satispay.
Anche nell'acquisto di prodotti e servizi online, carte e wallet sono i sistemi più utilizzati e, proprio in questo ambito stanno emergendo nuovi trend molto interessanti come quello del “Buy Now, Pay Later”, cresciuto con un ritmo senza precedenti nell'ultimo anno.
Altri driver che prenderanno piede nel prossimo futuro saranno sia il "Request to Pay" previsto dalla BCE: la nuova modalità di inizializzazione del pagamento che garantisce una comunicazione tra cliente ed esercente in fase di pagamento e permette sia il pagamento dell'intero importo sia il pagamento rateale. A questa modalità si aggiungeranno i nuovi ecosistemi che verranno realizzati dai "Payment Iniziation Service Provider" che sfrutteranno le logiche delle "Open API", introdotte dalla normativa europea PSD2, secondo la quale le Banche dovranno rendere accessibili anche a operatori esterni le proprie Application programming interface (API).
Fenomeni ancora più estremi, ma che molti sistemi bancari stanno analizzando approfonditamente, sono quelli delle CBDC (Central Bank Digital Currencies), basati su nuove forme di moneta.
 
L'NFC si afferma come metodo di pagamento

Il mondo dei pagamenti digitali è quindi in continuo fermento ed è destinato a crescere, considerando che oggi solamente il 7% degli italiani non possiede uno strumento di pagamento digitale e solamente il 4% dei possessori di un metodo di pagamento digitale dichiara di non usarlo. Gli utenti hanno quindi tutte le possibilità per avvicinarsi ai nuovi approcci ma è sicuramente necessario stimolare la propensione dei consumatori verso le nuove forme di pagamento.
 
Sono vari i settori sui quali intervenire per incentivare l'utilizzo dei pagamenti digitali, come la pubblica amministrazione, il turismo, il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico locale e la sanità.
Un altro aspetto da tenere in considerazione è l’ancora un bassissimo uso dell'e-commerce B2B da parte delle aziende Italiane: solo il 56% ha attivato canali digitali per gestire ordini e transazioni con altre aziende, il 24% non ha attivato alcun canale e non sta, ad oggi, valutando questa opzione, il restante 18%, pur non avendo ancora attivato alcun canale di e-commerce B2B, sta pensando di attivarlo.
Nel prossimo futuro, anche i modelli esplicitati dalla BCE e dalla PSD2 permetteranno di progettare e di fruire di nuove esperienze di pagamento, inoltre, pagheremo sempre più di frequente attraverso i nostri device: lo smartphone sostituirà sempre di più il portafoglio fisico seguito da i wearable, capaci di rendere l’esperienza di pagamento contactless ancora più veloce e semplice per il consumatore.

 


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