Il futuro prossimo del Metaverso | NTT DATA

mar, 14 dicembre 2021

Il futuro prossimo del Metaverso

Il nuovo mondo virtuale sembra uscire da un libro di fantascienza, ma è già realtà

A cura di Ruggero Di Benedetto, Responsabile Consulting di Media, Entertainment & Sport

Metaverso. Questa parola, che sa tanto di futuro, è diventata improvvisamente di grande attualità da quando il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha annunciato l’intenzione di voler portare la sua azienda in questa direzione. Il concetto, in realtà, non è nuovo e, come vedremo, la sua applicazione è molto più vicina di quanto si possa pensare. Il termine metaverso viene dal mondo della fantascienza: Neal Stephenson, nel suo romanzo “Snow Crash”, immagina un futuro distopico in cui le persone, tramite dei visori, entrano in un altro mondo vivendo, a tutti gli effetti, una realtà parallela e alternativa. Quello che lo scrittore immaginava, oggi si sta in qualche modo concretizzando. Quando parliamo di Metaverso, parliamo di un ambiente virtuale, frutto di una combinazione di più fattori come componenti hardware e rete, in cui è possibile compiere un numero molto grande di attività diverse: lavorare, giocare, ma anche scambiarsi oggetti, condividere esperienze e sensazioni. È a tutti gli effetti una realtà immersiva, uno spazio ibrido che, soprattutto dopo la pandemia da Coronavirus, sta entrando con sempre maggiore decisione nella nostra vita. Si tratta di un vero e propri business che oggi è oggetto di moltissime speculazioni, ma che, con ogni probabilità, diventerà il “nuovo Internet”, una nuova realtà con cui tutti avremo a che fare. Il primo passo è quello dell’interattività, poi si passerà a coinvolgere sempre più persone in un numero sempre maggiore di attività diverse, fino ad arrivare alla quasi totale immersione.
Si tratta di creare un mondo ibrido in cui trasportare la propria realtà, creare dei nuovi spazi condivisi in cui interagire, lavorare, comprare e scambiarsi oggetti. Sono già tantissime le aziende che oggi si stanno attivando per cercare di farsi trovare pronte all’arrivo del Metaverso, provando a sfruttare a pieno i vantaggi del mondo virtuale riducendone i fattori negativi. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di progetti ancora in fase embrionale, ma esistono tuttavia dei settori in cui il futuro è già alle porte. 

Enhanced view experience 
Per quanto riguarda l’esperienza visiva e immersiva, il Metaverso è praticamente già reale. Nelle seguitissime piattaforme di gaming si viaggia già da tempo nella direzione di un’interattività sempre maggiore: l’obiettivo è raggiungere un tale livello di coinvolgimento che il gioco sarà secondario mentre la principale attrazione sarà far parte di un nuovo mondo interattivo. In sostanza, gli ambienti creati dai videogiochi diventeranno dei nuovi spazi virtuali in cui le persone si ritrovano per interagire tra loro, prima ancora che per il loro interesse al gioco. Partendo da questo fattore, è molto facile immaginare quali saranno i passi successivi. Il più naturale è quello che riguarda il mercato delle serie tv, in costante crescita, sia in termini di attenzione sia di spesa da parte delle case di produzione. Per aumentare il coinvolgimento nasceranno film o serie tv che permettono allo spettatore di interagire con i personaggi, decidendo le loro sorti. Si potrà scegliere l’opzione ritenuta più interessante, arrivando di fatto a scrivere la trama secondo i propri gusti. Una visione, poi, che non sarà più individuale ma collettiva, con degli appositi luoghi in cui le persone si ritrovano per vedere insieme un film o una puntata di una serie tv, e lì commentare, chattare e scambiarsi opinioni, magari con anche la possibilità di avere informazioni aggiuntive sugli attori o sulla produzione che sta dietro al prodotto mediale che si sta guardando. Tutto, chiaramente, virtuale. Lo stesso principio può essere adattato anche dal mondo dei videogiochi, in cui gli utenti verranno incentivati a prendere delle decisioni, decretando le sorti del giocatore: farlo vincere come perdere, dargli degli aiuti come creare ostacoli, offrirgli dei premi come penalizzarlo. Anche lo sport può vivere situazioni analoghe: chi guarda, ad esempio una gara di Formula E, che essendo tutta elettrica meglio si presta a questo genere di situazioni, può decidere se e come favorire un pilota. 

Quale futuro per il metaverso?

Marketing ed eventi 
L’idea di creare spazi in cui le persone possano ritrovarsi senza essere necessariamente lì fisicamente si sposa alla perfezione con il mondo del marketing e degli eventi. Si tratta di un nuovo orizzonte di mercato dove il consumatore può, durante la visione di un prodotto, acquistarlo semplicemente cliccandoci sopra. E questo vale per ogni genere di eventi, dai ritrovi aziendali ai concerti passando per gli spettacoli. Il metaverso offre la possibilità di creare nuovi spazi, nuove piattaforme che permettano di realizzare eventi ibridi, in cui alcuni sono presenti fisicamente mentre altri solo con avatar. I concerti, ad esempio, possono molto godere di questa situazione, sia nella forma puramente virtuale, con stanze in cui si entra per assistere a performance, sia tramite degli ologrammi: questo è forse uno degli aspetti più futuristici. Gli ologrammi non sono una tecnologia del tutto nuova, ma il metaverso può caratterizzarla con altre sfumature. Tramite gli ologrammi, si può permettere a cantanti defunti o non più in grado di tenere un concerto di avere una seconda vita: grazie al loro ologramma, possono essere riprodotti concerti passati o, prossimamente, anche offrire show interamente virtuali. Tutto questo vale anche per i musei e per le fiere, spazi che possono essere facilmente riprodotti virtualmente così da permettere a tutti, da ogni parte del mondo, di essere presenti, senza le complicazioni che viaggiare potrebbe comportare. Basterebbe un avatar per poter vedere, in un solo pomeriggio, tutti i più bei musei del mondo. 

Le comunità virtuali 
Fondamentalmente, il metaverso ci porta verso la nascita di nuove realtà virtuali, nuovi spazi dove interagire e avere rapporti. Questo vale per la vita di tutti i giorni come, ad esempio, per la scuola. Si creeranno piattaforme di collaborazione dove, attraverso un avatar, incontrare gli amici e passare il tempo insieme. Nel lavoro, invece, si possono creare uffici virtuali dove condividere il materiale con i colleghi, ricreare gli ambienti di lavoro o le classi di una scuola; ma il discorso può essere ulteriormente allargato allo sport, alla moda e perfino all’economia, con le criptovalute: già oggi ci sono sistemi che permettono di comprare pezzi di terra puramente virtuali ma che comunque sono in grado di generare profitti reali in cui si scommette e si investe. Quello che può sembrare parte di un futuro lontano, è in realtà già il presente. 


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