Il futuro delle applicazioni si chiama Flutter | NTT DATA | NTT DATA

mar, 25 maggio 2021

Il futuro delle applicazioni si chiama Flutter

Il framework di Google sta rivoluzionando il modo in cui si progettano le applicazioni Mobile e Web (e non solo). Ecco perché sempre più aziende lo stanno utilizzando.

A cura di Alessandro De Bartolo, Associate Director di Mobile & Creative Technology

Le applicazioni mobile sono diventate un elemento fondamentale delle nostre vite: ne esistono di qualunque tipo e con esse è letteralmente possibile fare e gestire qualsiasi attività. Oggi le app native sono “costruite” due volte: per il sistema iOS e per quello Android. Due piattaforme diverse che richiedono sviluppi differenti, proprio per le peculiarità che ogni sistema ha; questo non solo quando si crea l’applicazione, ma ogni qual volta sia necessario aggiornarla, correggere un bug o inserire una nuova funzionalità. Programmatori e grafici devono sempre fare le operazioni due volte. Proprio però per l’importanza che ricoprono ormai le app, sono nati framework che permettono di sviluppare applicazioni con un codice unico adattabile ad entrambe le piattaforme. Tra questi, Flutter di Google è quello in grado di fornire  ad oggi il miglior livello di qualità delle app e NTT DATA è tra le realtà che per prime ne hanno intuito il potenziale e che hanno imparato a sfruttarla al meglio. 

Cos’è Flutter e i suoi vantaggi 
Si tratta di un framework di Google nato nel 2018 come beta e poi sviluppato come software stabile a partire dal 2019. Già oggi viene utilizzato da tantissime piattaforme tra cui AdSense, che all’interno del mondo Google è quella che porta più introiti - a conferma di quanto l’azienda americana ci punti. La grande forza di Flutter è quella di poter creare delle applicazioni per Android ed per iOS, andando a scrivere una sola volta il codice sorgente, e con un livello di qualità assimilabile a quello del nativo puro. Riesce a svolgere questo compito in maniera molto performante e realizzando un’interfaccia grafica identica in entrambi i casi. Colossi come il New York Times, Alibaba e Baidu hanno già deciso di sviluppare la propria applicazione con  Flutter: il fatto che realtà così grosse e importanti abbiano deciso di usare Flutter per la propria applicazione è la miglior riprova possibile della grande qualità e sicurezza che offre. 
Come accennato in precedenza, il fatto di non avere la necessità di dover scrivere due volte il sorgente rappresenta il principale vantaggio di Flutter: il tempo di sviluppo è decisamente inferiore, i costi sono più bassi.. La collaborazione tra chi ha il compito di creare il codice - gli sviluppatori appunto - e i designer, che invece curano la parte grafica dell’applicazione, diventa più snella e veloce, perché per massimizzare il riuso, non è obbligatorio rifare il lavoro due volte. Questo non vuol dire solo essere più veloci nel lavoro, ma anche rendersi conto di quale sia il risultato finale praticamente in tempo reale, dato che Flutter offre anche questa possibilità. Tutto questo non è applicabile solo al mondo delle applicazioni, ma anche ai siti web: questo rende Flutter ancora più unico nel suo genere perché riduce ulteriormente i costi e i tempi di lavoro anche per quanto riguarda il sito internet. 

Progettazione di un'applicazione mobile

Come passare a Flutter
La transizione da un sistema di produzione tradizionale a Flutter non è immediata e scontata, soprattutto nel contesto italiano, dove c’è ancora poca conoscenza e poche competenze in merito. NTT DATA è main partner del Poli.DESIGN per il corso di App Design and Development, che ha come oggetto proprio lo studio di Flutter e di tutte le tematiche relative al design delle applicazioni Mobile, curando quello che è considerato il corso più autorevole in Italia in questo ambito: tante aziende provano con training interni, soprattutto per i dipendenti più giovani, ma non è facile sfruttare al massimo Flutter se non si hanno le adeguate competenze. Se già si ha un’applicazione e si vuole passare a usare il framework di Flutter, è necessario riscrivere il codice, anche se comunque è possibile integrare quello nativo. Questo sicuramente rende più veloce la transizione, ma rende meno efficiente l’utilizzo di Flutter, vista la necessità in questo caso di continuare a manutenere due sorgenti differenti per le parti “copiate”. Passare a Flutter non vuol dire solo scrivere nuove righe di codice, ma anche riorganizzare il proprio team di lavoro per renderlo più snello e agile. Questo però rappresenta il principale punto di forza di questo nuovo sistema ed è il motivo per cui tante aziende in tutto il mondo stanno concretizzando questo passaggio: poter scrivere una sola volta il codice, ridurre tempi e costi e la consapevolezza che in breve tempo sarà in grado di raggiungere i livelli qualitativi delle produzioni native, fanno di Flutter un potenziale dominatore del settore nel futuro prossimo. 
Infine, proprio poche settimane fa, è stata introdotta la versione 2 di Flutter che, oltre a vari vantaggi operativi, introduce la possibilità di sfruttare questo framework anche per sviluppare applicazioni desktop e per sistemi di infotainment!

 

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