Passione per la Data Science, dallo sviluppo al project management: la storia di Virginia | NTT DATA | NTT DATA

mar, 20 luglio 2021

Passione per la Data Science, dallo sviluppo al project management: la storia di Virginia

Arrivata da giovane neolaureata in un team appena formato, oggi gestisco diversi team di persone: un percorso fatto di impegno e voglia di mettersi in gioco.

Oggi racconta la sua storia Virginia Becchetti, Project Manager dell'area Data Science e Machine Learning

Quando frequentavo l’università sapevo già che il mio futuro sarebbe stato nella Data Science, studiavo Statistica e sognavo un lavoro che unisse innovazione e analisi di dati. Nella mia città, Siena, non c’erano molte opportunità professionali legate al mondo della tecnologia, così ho deciso di cercare lavoro a Milano e sono arrivata in NTT DATA.  

 

Sicuramente è stata una svolta decisamente importante, anche a livello personale: il trasferimento in una nuova città e il cambiamento di vita mi spaventavano molto all’inizio, ma il nuovo lavoro è stato un aiuto importante in un momento in cui mi stavo ancora ambientando nella mia nuova quotidianità.

Primo lavoro, prima sfida
Come per tanti giovani neolaureati, il mio impatto con la consulenza è stato un po’ influenzato da ciò che si sentiva dire da conoscenti e amici: “farai nottata tutte le sere e scapperai dopo poco”, dicevo dentro di me quando avevo appena iniziato a lavorare in questo settore. Avevo davvero voglia di farcela e fortunatamente ho trovato un ambiente in cui ho potuto mettermi in gioco con tutte le mie conoscenze. In NTT DATA era stata creata da poco l’area di Data Science e Machine Learning e mi sono subito trovata a gestire il primo cliente insieme ad altri tre colleghi. L’inizio non è stato facile: era tutto nuovo sia per l’azienda che per me, c’erano tante attività da gestire e molto da imparare. Il vero punto di forza però è stato il team. Fin dall’inizio ho trovato un ambiente caloroso e accogliente, in cui mi sono sentita subito a mio agio. 

Eravamo pochi e lavorando ogni giorno a stretto contatto siamo diventati molto più che colleghi, siamo diventati amici.

 Oggi, 3 anni dopo, l’area di Data Science non è più un piccolo ufficio di 3 persone e sono convinta che il rapporto che si è creato tra di noi in quei primi giorni frenetici abbia contribuito anche a creare l’ambiente positivo e collaborativo in cui lavoriamo oggi, favorendo l’inserimento di nuove persone, con background molto eterogenei che sono un punto di forza importante per l’intera squadra.
 Far parte di un team giovane e in forte espansione è sicuramente molto stimolante, ma allo stesso tempo credo che sia molto rischioso se non si ha in testa un obiettivo comune. Sicuramente il clima di fiducia e stima reciproca che si è creato tra di noi ha contribuito a lavorare in sinergia, anche in un periodo così particolare come quello del remote working. Vedere nuove persone aggiungersi al team è sempre una bella sensazione ed è stimolante poter condividere la stessa passione per la tecnologia, scambiandosi idee e ragionando insieme su soluzioni innovative.

La svolta professionale
Avevo iniziato occupandomi di sviluppo tecnico applicativo e il mio lavoro mi piaceva, ma dopo un po’ di tempo ho scoperto di essere interessata anche all’aspetto più gestionale dei progetti e desideravo mettermi alla prova con qualcosa di nuovo. Così ho iniziato ad intraprendere questo nuovo percorso due anni fa, e devo dire che sono estremamente soddisfatta della mia crescita, sia dal punto di vista personale che professionale. Quello che mi piace di questa esperienza è la possibilità di spaziare molto di più tra diverse tipologie di progetti e su diversi mercati, il che mi pone continuamente di fronte a nuove sfide che mi arricchiscono sempre di più. 

 

Certo, questo periodo non è stato facile: non vivendo più l’ambiente dell’ufficio si perdono un po’ i contatti con le persone ed è facile sentirsi isolati in alcuni momenti.

Proprio per ridurre al minimo questa sensazione ho cercato di fare del mio meglio per incoraggiare i momenti di condivisione virtuali, provando a sostituire quella che prima era una chiacchierata davanti ad un caffè con delle call giornaliere non solo per discutere dell’andamento dei progetti, ma anche semplicemente per raccontarci a vicenda come stavano andando le cose. Ovviamente non è lo stesso, ma credo sia importante trovare nuovi modi per continuare a comunicare anche a distanza.
Adesso, dopo quasi 4 anni dalla mia laurea in Statistica, sono il membro più longevo del team: chi avrebbe mai detto che una squadra partita con pochi giovani motivati e appassionati di tecnologia sarebbe cresciuta così tanto!


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