Sorridere con gioia di fronte alla vita: la storia di Valentina | NTT DATA

mar, 31 maggio 2022

Sorridere con gioia di fronte alla vita: la storia di Valentina

A volte un percorso può portare a un traguardo del tutto inaspettato, ma affidandosi al proprio istinto si possono affrontare anche gli ostacoli più complessi.

Oggi racconta la sua storia Valentina Giorgio, Innovation Consultant

Ogni volta che mi sono trovata di fronte ad una scelta, in quelle situazioni alla “Sliding Doors” che possono cambiare completamente il percorso di una persona, ho sempre cercato di seguire il mio istinto, prendendo la strada che dentro di me sentivo come la più giusta.
Non avrei mai immaginato da studentessa di filosofia che un giorno avrei lavorato nel mondo dell’innovazione, imprenditoria e startup, guidando la strategia di Open Innovation di una multinazionale tecnologica! 

Credo che seguire le proprie inclinazioni permetta di ritrovare sempre una sorta di filo conduttore tra le varie scelte ed esperienze, lavorative e di vita. Almeno, per me è stato così.

La prima scelta coraggiosa l’ho presa quando ho deciso di studiare filosofia all’università. Anche se non è una materia professionalizzante che ti forma per uno specifico mestiere, la cosa più importante che mi ha insegnato la filosofia è il metodo di ragionamento per approcciare i problemi anche più complessi da un punto di vista sempre diverso. Questa è una capacità che sul lavoro mi è tornata molto utile soprattutto nella collaborazione con i colleghi più tecnici, abituati ad affrontare le situazioni in maniera prevalentemente analitica.
E qui, guardandomi indietro dopo un po’ di anni, trovo la prima somiglianza tra la filosofia e l’innovazione: quest’ultima, infatti, consiste perlopiù in un approccio in cui sono importanti oltre alle conoscenze tecniche, anche delle abilità più trasversali, come il pensiero creativo e la capacità di guardare ad una soluzione dal punto di vista delle persone che dovranno usarla in futuro.

Oltre alla tecnologia c’è molto di più
Un altro importante tassello della mia formazione è l’interesse per tutto ciò che riguarda lo sviluppo dell’essere umano anche grazie al suo essere parte di una società. Questa tematica l’ho sviluppata a partire dalla mia tesi universitaria basata sullo human flourishing, fino al master nelle risorse umane e organizzazione strategica aziendale nel quale ho studiato i vari aspetti dello sviluppo dell’employee come parte di una organizzazione. Anche questa è stata una scelta guidata dalla mia sensibilità dell’epoca, una scelta che sentivo di fare e che poi, con mio grande stupore, ha riecheggiato con il tema della Società 5.0 con l’uomo al centro che è un pilastro importante e strategico di NTT DATA .
Queste coincidenze di purpose tra me e NTT DATA mi hanno portata qualche anno fa proprio di questo periodo ad entrare nel team di innovazione della parte italiana del Gruppo. Qui la mia formazione umanistica è stata riconosciuta come un valore di diversità e, viceversa, io ho imparato moltissimo da tutti i colleghi con competenze molto diverse dalle mie, a partire dal mio team di lavoro composto da un fisico, un ingegnere e un matematico (detta così sembra una barzelletta!).

Credo che l’innovazione tecnologica possa sicuramente contribuire a creare maggior benessere e migliorare la nostra vita ma è possibile fare tanto anche come singoli, e questa è una cosa che ho potuto toccare con mano. Tempo fa, infatti, sono venuta a contatto con l’associazione Refugees Welcome che si occupa di aiutare i migranti a integrarsi nella società innanzitutto aiutandoli a costruire relazioni solide e affidabili. Così ho conosciuto Eric, un meraviglioso ragazzo originario del Madagascar che ho presto coinvolto nella mia vita sociale, facendogli conoscere la mia famiglia e i miei amici. 

È stata un’esperienza bellissima! Eric dal canto suo mi ha dato tantissimo, non solo permettendomi di conoscere cultura e tradizioni malgasce; credo che ci siamo trovati perché fondamentalmente siamo molto simili: coraggiosi, attaccati alla vita e sorridenti, sempre.

Per la prevenzione non si è mai troppo giovani
Se fino a pochi mesi fa la vita mi aveva insegnato innanzitutto a seguire il mio istinto, la mia sensibilità, oggi posso dire di aver imparato dalla vita anche a reagire nei momenti di maggior difficoltà. 
Qualche tempo fa, durante un normale controllo di routine, è stata scoperta una massa tumorale. Da quel giorno è iniziato un iter lungo e faticoso fatto di visite, intervento e cure, un iter che mai pensavo avrei affrontato alla mia età. 

La verità è che quando sei giovane non ci pensi, la malattia è uno spettro lontano e l’essere in salute sembra quasi scontato. Purtroppo ho scoperto che non è affatto così. Quando ti danno certe notizie ti cade il mondo addosso, ma dopo un iniziale momento di sconforto ho scoperto in me una forza che non pensavo di avere.

Sono sempre stata quella che si tirava indietro di fronte alle situazioni un po’ rischiose e per questo non ero sicura che avrei reagito nel modo giusto se mi fossi mai trovata in pericolo. Invece, ho scoperto che la mia voglia di vivere era più forte della malattia e che potevo affrontare tutte le difficoltà che mi avrebbe presentato il percorso. Inoltre, ho conosciuto persone stupende in ospedale e dopo essere venuta in contatto con altri in cura come me posso ritenermi fortunata per come sta andando.
Può sembrare scontato, ma affrontare la malattia ha cambiato completamente le mie priorità: oggi capisco davvero quanto è importante prendersi cura al meglio della propria salute, viversi la vita appieno ogni giorno e spero che la mia storia aiuti anche gli altri a rifletterci un po’ su.
Programmi per il futuro? Tantissimi! Il mio sogno nel cassetto è unire l’innovazione, che è innanzitutto un approccio, un mindset, alle risorse umane così da arrivare a cascata su tutte le persone in azienda.


洞察

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