Governance, rischio e compliance nell’era dell’AI | NTT DATA

mar, 27 gennaio 2026

Le nuove regole della fiducia: governance, rischio e compliance nell’era dell’AI

Come rendere governance, rischio e compliance un motore strategico di fiducia, resilienza e innovazione.

Se mai c’è stato un momento in cui governance, rischio e compliance (GRC) meritavano un posto al tavolo della strategia, quel momento è adesso. La trasformazione verso il cloud, l’adozione dell’AI, l’espansione degli ecosistemi digitali e un’ondata di normative globali hanno convergono dando vita a uno scenario di business sempre più complesso ed esigente.

La GRC è un motore di fiducia e resilienza aziendale, una capacità fondamentale che determina se un’organizzazione è in grado di innovare in modo sicuro, scalare a livello globale e mantenere la fiducia dei propri clienti.

Tuttavia, il modo in cui molte organizzazioni hanno costruito i propri programmi di GRC in passato non è più adeguato a un contesto dinamico, sia dal punto di vista tecnologico sia di business.

Le normative stanno cambiando le regole del gioco

In primo luogo, il rischio cresce più rapidamente di quanto molte organizzazioni riescano a gestire. Incidenti informatici, uso improprio dell’AI, falle di sicurezza di terze parti, attacchi alla supply chain e tensioni geopolitiche sono sempre più frequenti, rendendo la gestione proattiva del rischio e della sicurezza un fattore critico per la sopravvivenza del business.

Parallelamente, le autorità di regolamentazione in tutto il mondo stanno rafforzando le proprie aspettative ed estendendo l’ambito delle normative. Nell’Unione Europea (UE), l’AI Act, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), la Direttiva NIS2 e il Digital Operational Resilience Act sono esempi di iniziative che fissano standard di compliance molto elevati.

L’UE sta definendo un modello di riferimento che molti altri Paesi e regioni sono destinati a seguire. A livello globale sono in corso oltre 1.000 iniziative normative sull’AI a livello regionale, nazionale e locale, e i requisiti più recenti risultano più stringenti e prescrittivi rispetto al passato, con controlli più severi e sanzioni più elevate.

I regolatori stanno inoltre ampliando la propria supervisione sugli ecosistemi di terze parti e adattando rapidamente il proprio approccio ai cambiamenti tecnologici più recenti.

In un contesto così complesso, nessuna organizzazione può permettersi di rincorrere gli eventi. Eppure, molte si scontrano con lo stesso ostacolo: una responsabilità frammentata.

Come la GRC diventa un abilitatore del business

Quando rischio, privacy, sicurezza e compliance operano su binari separati, affidandosi a processi manuali e strumenti legacy, si alimenta un ciclo continuo di gestione reattiva delle emergenze. Questa mancanza di coordinamento consuma risorse, oscura l’effettiva esposizione al rischio dell’organizzazione e rallenta le iniziative di trasformazione.

Per spezzare questo circolo vizioso, i leader hanno bisogno di una single pane of glass: una visione unificata del rischio che integri persone, processi e tecnologia.

Modernizzando e integrando le funzioni di GRC, i benefici sono immediati e concreti. È possibile adottare più rapidamente soluzioni cloud e di AI, prendere decisioni più informate grazie a insight completi sul rischio e rafforzare la fiducia di regolatori e clienti.

La compliance diventa meno costosa, meno caotica e molto più prevedibile e, soprattutto, una GRC integrata si trasforma in un vantaggio competitivo: la dimostrazione che l’azienda opera in modo responsabile ed è pronta per una crescita sostenibile.

Da reattiva a proattiva: il nuovo mindset della GRC

Sebbene i benefici di un approccio che bilancia nuove opportunità di crescita con i rischi e le normative emergenti siano evidenti, il percorso per arrivarci è altrettanto cruciale. In un contesto in cui regolamenti, rischi e tecnologie evolvono rapidamente, reagire solo a posteriori significa rimanere costantemente indietro ed esporsi a violazioni significative.

Si consideri, ad esempio, un’azienda europea che si prepara a lanciare sul mercato un dispositivo smart home basato su AI. L’azienda adotta un approccio compliance-first: identifica l’esposizione ai rischi legati all’AI, mappa i requisiti normativi applicabili e integra la governance fin dalle prime fasi del processo. Conduce una solida valutazione dei rischi AI nelle prime fasi di sviluppo, allinea le scelte di design ai requisiti del Cyber Resilience Act e dell’AI Act, utilizza analisi predittive per individuare potenziali gap di compliance, esegue test rigorosi dei controlli e valuta la conformità dei fornitori ben prima del lancio sul mercato.

Al momento del lancio, il dispositivo risulta conforme e affidabile. Questo è ciò che significa applicare una GRC proattiva nella pratica.

Clienti, partner e regolatori richiedono evidenze concrete — non semplici dichiarazioni — che sicurezza, privacy ed etica siano integrate nelle attività quotidiane. Una GRC proattiva consente di evitare sanzioni e rafforza la reputazione dell’organizzazione in un’epoca in cui la fiducia rappresenta uno dei più potenti fattori di differenziazione.

Il futuro della gestione integrata del rischio

Come capire se la propria organizzazione sta maturando in ambito GRC?

Se i responsabili GRC partecipano attivamente alle discussioni su prodotti e strategia, è un segnale positivo. Se inoltre fanno affidamento su insight sul rischio basati sui dati, forniti in tempo reale attraverso sistemi integrati, automatizzati e potenziati dall’AI, il percorso è decisamente avviato.

Per arrivarci, servono:

  • una governance trasversale per AI, privacy e cybersecurity
  • framework di compliance adattabili
  • una solida supervisione delle terze parti nella supply chain
  • tecnologie che garantiscano tracciabilità, spiegabilità e auditabilità

Molte organizzazioni, tuttavia, hanno ancora molta strada da percorrere per raggiungere questo stato target. Incontriamo spesso clienti con programmi di rischio, compliance e privacy frammentati, gestiti tramite fogli di calcolo o sistemi obsoleti.

Collaboriamo con queste organizzazioni per trasformare questo approccio. Attraverso una trasformazione GRC integrata, applichiamo automazione basata sull’AI per migliorare in modo significativo l’efficienza e l’agilità dei programmi e delle iniziative GRC esistenti. Un abilitatore chiave di questo percorso è la nostra Cybersecurity Assurance Platform proprietaria, un acceleratore collaudato che:

  • fornisce una visione chiara e aggiornata dello stato di compliance a livello aziendale
  • valuta la maturità dei controlli in pochi giorni, anziché settimane
  • supporta raccomandazioni basate sul rischio con azioni concrete
  • riduce il carico operativo grazie all’automazione

In questo contesto, AI e automazione sono elementi abilitanti fondamentali. Consentono il monitoraggio continuo, il test automatizzato dei controlli, la modellazione predittiva del rischio e una reportistica intelligente. Questo permette ai team GRC di concentrarsi su attività di governance e previsione a maggior valore aggiunto e, grazie a dashboard in tempo reale, di individuare tempestivamente aree critiche, debolezze nei controlli e altri aspetti da affrontare in modo proattivo.

Rendere la GRC concreta: dalla strategia alla pratica

La tecnologia, da sola, non può risolvere le sfide della governance.

È la cultura a determinare se la maturità della GRC si consolida nel tempo. I dirigenti svolgono un ruolo centrale definendo soglie chiare di propensione al rischio, collegando la governance ai risultati di business, premiando la trasparenza e la segnalazione tempestiva e trattando la compliance come una responsabilità condivisa a livello aziendale.

Anche la supervisione del consiglio di amministrazione è cruciale: il cyber risk deve essere governato con lo stesso rigore, lungimiranza e disciplina applicati al rischio finanziario.

NTT DATA dispone delle competenze per supportare la tua strategia GRC a ogni livello, accompagnandoti nella costruzione di un programma integrato. Questa è l’opportunità per fare della GRC il fondamento della fiducia digitale, della resilienza e di una crescita sostenibile.

Capirai di aver raggiunto questo obiettivo quando la compliance smetterà di essere un’attività residuale e diventerà una disciplina continua, e gli audit non saranno più vissuti come esercitazioni di emergenza.


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