I tester: ecco chi individua i bug prima che sia troppo tardi | NTT DATA | NTT DATA

mar, 01 dicembre 2020

I tester: ecco chi individua i bug prima che sia troppo tardi

Background eterogenei e massima libertà di movimento: i segreti dei tester che fanno risparmiare le aziende

A cura di Valentina Cotecchia, Service Manager

Per molti anni è stata una figura sottovalutata fino a quando le aziende non hanno compreso pienamene il valore del suo operato. Ultimo anello della catena di produzione il tester, ovvero colui che certifica il software prima del lancio di produzione, è sempre più richiesto.
Esperto nel collaudo del software, che è una parte integrante della quality assurance, è chiamato ad analizzarne la funzionalità e l’efficacia grazie alla sue competenze in materia informatica molto simili a quelle dello sviluppatore.

La preparazione tecnica però non basta. Infatti deve intendersi di metodologie e sviluppo; deve possedere conoscenze dei framework e dell’architettura dei software. Inoltre alle competenze più accademiche affianca doti analitiche, di problem solving e capacità di lavorare sia in autonomia che all’interno di un team. Il riconoscimento del valore, dell’utilità e dei risparmi economici assicurati alle aziende dai collaudatori in questione ne hanno fortemente aumentato la richiesta negli ultimi tempi. 

i tester siìono coinvolti fin dall'inizio del progetto

Perché coinvolgere un tester fin dalle prime fasi di progetto?

Il suo compito è dunque quello di verificare che i requisiti del cliente siano soddisfatti e che la velocità e le performance siano conformi alle previsioni. La condizione principale per la buona riuscita del suo operato è la libertà di movimento e intervento: il tester deve potersi inserire in tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto.

Recenti studi dimostrano come il 25-40% dei costi di un’azienda sia dovuto a una bassa qualità del software. Tali costi scendono al 5% in aziende eccellenti. Inoltre l’identificazione dei bug nelle prime fasi di progettazione ne diminuisce drasticamente il numero e comporta un pari risparmio di tempo e quindi denaro. Per questo diventa vitale il coinvolgimento del tester fin dalle iniziali discussioni dei requisiti di business. Gli sviluppatori infatti spesso non riescono ad avere una visione di insieme del progetto: interamente focalizzati sulle singole stringhe di codice che sono state assegnate loro, spesso non hanno idea su cosa stia lavorando il collega al loro fianco. Ecco perché l’individuazione da parte di un tester dei buchi di analisi, spesso di integrazione, nelle prime fasi può essere cruciale.

Automazione: l’alleato fondamentale del tester

Per l’esercizio di questo mestiere i clienti richiedono professionisti con delle certificazioni che ne attestino le capacità. La progettazione di un test infatti deve essere così accurata, precisa e pulita da poter essere eseguita, come dicono loro stessi in tono divertito, anche da una scimmia oppure da una macchina. 

Oltre a tutte le certificazioni, il tester deve avere anche una conoscenza dei tool di automazione, che serve principalmente per verificare che le modifiche apportate al sistema non incidano su funzionalità preesistenti e già rilasciate. Un prezioso alleato, che però non può sostituire le competenze di un tester esperto. 

 


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