Soluzioni Cloud per la Pubblica Amministrazione | NTT DATA

ven, 30 ottobre 2020

Cloud e pubblica amministrazione: una scommessa da vincere

A partire dal nuovo Piano Triennale, scopri come il Cloud può contribuire a rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione.

A cura di Stefano Veltri, Head of Open Source

Il 2005 è stato l’anno in cui la Commissione Europea ha iniziato a gettare le basi per la creazione di una cultura dell’interoperabilità e collaborazione tra le piattaforme degli stati membri con l’introduzione dell'European  Interoperability  Reference  Architecture (EIRA), un reference architectural model che rendesse più semplice, efficace ed efficiente lo scambio di informazioni tra Paesi membri, favorisse la regulatory compliance (Legal Interoperability) e l’integrazione tecnologica far diverse piattaforme. L’esigenza di scambiare informazioni e collaborare era (ed è) una necessità primaria. Così, ogni singolo Paese membro ha iniziato a recepire la normativa e avviare un percorso di trasformazione nelle rispettive Pubbliche Amministrazioni che avrebbe visto una tappa comune nell’immediato prossimo futuro: il Cloud.
Vede la luce così il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019 che esprime senza mezzi termini la necessità di evolvere il landscape IT, adottare soluzioni Open Source per massimizzare il riuso, contenere la spesa ed evolvere l’approccio al Cloud in quanto volano per la crescita economica e sociale del Paese e per l’efficientamento della Pubblica Amministrazione. 

 

Un nuovo principio guida per la PA: Cloud First
Con il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2020-2022 dello scorso agosto alle singole PA viene chiesto di attuare la strategia disegnata negli anni mantenendo inalterato il focus su Interoperabilità, Sicurezza per Servizi/Dati/Piattaforme. La maturità tecnologica raggiunta dai Cloud Service Provider fa sì che nell’ultima versione del suddetto piano il Cloud First diventi un principio guida in quanto elemento indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, incluso quello forse più sentito, ovvero la riduzione della spesa. Accanto a parametri puramente economici, il piano però sottolinea altri principi guida che necessitano di essere soddisfatti e garantiti: digital&mobile first, digital identity only, servizi inclusivi e accessibili, Open Data, interoperabilità by-design, security by-design, user-centric/data-driven and agile solutions, open source. Se consideriamo la natura fortemente decentralizzata della pubblica amministrazione italiana, appare chiaro come il Cloud rappresenti l’opzione migliore da adottare. I numeri sottesi sono molto importanti: secondo un report congiunto di Microsoft e The European House – Ambrosetti si attende un extra PIL di 20 miliardi di euro in 5 anni dalle Pmi cloud based e 1,2 miliardi di euro di savings nella PA.

 

Non solo tecnologia: le sfide per la nuova PA
La sfida da cogliere (e vincere) non sarà però solo di natura tecnologica, ma si dovrà far fronte ad aspetti di diversa natura affinché una migrazione efficiente al Cloud della PA possa essere ritenuta un successo. Ad esempio, l’autorità Antitrust ha recentemente rimarcato il rischio del cloud lock-in e la necessità che la Gara a procedura aperta per l’affidamento di un Accordo Quadro per la fornitura di servizi cloud IaaS e PaaS in corso di preparazione tenga fortemente in conto, ovvero garantisca, alcune caratteristiche come interoperabilità, no lock-in e migrazione dei servizi tra diversi fornitori, oltre che all’ormai sottointeso risparmio economico. In questo scenario, il System Integrator giocherà un ruolo fondamentale nella progettazione di soluzioni e servizi standard, ovvero tali da poter essere portabili con il “minimo sforzo” sui diversi Cloud Service Provider (CSP). NTT DATA, in collaborazione con le strutture di Innovation Acceleration aziendali, ha sviluppato un approccio al Cloud (Hybrid o Multi) che esalta le caratteristiche economiche, tecniche e gestionali dei singoli CSP scegliendo quello più adatto al contesto del cliente, in grado di minimizzare gli impatti sull’esperienza utente e di favorire una gestione semplificata da parte delle linee di Operations. Su queste fondamenta disegniamo soluzioni e servizi avanzati in linea con la community Developers Italia e con una UX innovativa, efficace, e sviluppata secondo un modello architetturale che massimizza la cloud-interoperability and portability.



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