Cybersecurity per i più giovani: 4 regole da non dimenticare | NTT DATA

mar, 15 dicembre 2020

Cybersecurity per i più giovani: 4 regole da non dimenticare

Il progetto "Security Ninja" ha l'obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sui principali rischi cui si può essere esposti nell’utilizzo della Rete, dei social media, delle chat e dei giochi on line.

A cura di Daniela Mazzarone, responsabile Cyber Security Strategy & Governance

La generazione Z è la generazione dei ragazzi nati dal 1996 al 2010, ed è la prima generazione a non aver conosciuto il mondo senza Internet. Una generazione sempre e da sempre connessa, che ha imparato ad utilizzare i dispositivi digitali fin dalla più tenera età e ad usufruire di tutte le opportunità che Internet e i social media possono offrire. Tuttavia la competenza tecnica da sola non è sufficiente: è essenziale sviluppare le competenze cosiddette sociali, per utilizzare questi strumenti in maniera consapevole, con uno spirito critico e costruttivo.
NTT DATA ha deciso di promuovere un'iniziativa che coinvolge gli istituti scolastici, per fornire ai ragazzi spunti di riflessione e suggerimenti per "imparare a stare online" in maniera informata.

Il prodotto siamo noi
I Social Network, i motori di ricerca e in generale tutte le società che ci offrono servizi tramite internet, utilizzano algoritmi in grado di profilarci, cioè di costruire una caratterizzazione quanto più possibile precisa di ciascuno di noi, basata sui nostri dati personali e sulle nostre preferenze ed interessi, al fine di offrirci un’esperienza sempre più personalizzata. L'obiettivo è quello di tenerci il più possibile "ingaggiati" dal Social Network per guadagnare con la pubblicità, e di proporci i prodotti e i contenuti che desideriamo comprare: per questo, grazie ai dati che hanno raccolto su di noi e in base alla conoscenza delle nostre preferenze, gli algoritmi decidono cosa mostrarci. Più tracce lasciamo, più apprezziamo i contenuti che ci vengono proposti, e più siamo indirizzati verso contenuti simili. Per fare un esempio: se ascolto musica pop gli algoritmi mi proporranno sempre brani appartenenti allo stesso genere musicale. Stessa cosa vale per i prodotti, o per qualsiasi altro contenuto ci interessi, incluse le opinioni sull'attualità.

Il principale inconveniente di questo modello è la polarizzazione verso un pensiero unico e convergente, perdendo la possibilità di un confronto con idee diverse dalle nostre, e di conoscere contenuti interessanti anche se apparentemente lontani dalle nostre preferenze abituali. Per esempio, saremo più esposti a persone e contenuti che rispecchiano il nostro pensiero, rispetto a contenuti e visioni più distanti dalle nostre, con il rischio di trovarci in una bolla autoreferenziale che può ridurre la nostra capacità di metterci in discussione, così importante soprattutto per i ragazzi che stanno formando il proprio pensiero critico.

Il consiglio è di continuare sempre a documentarci da fonti attendibili, ascoltando tanti punti di vista, continuare a decidere cosa guardare, comprare, leggere o fare. Non ci credete? Provate a mettere a confronto i risultati proposti dal motore di ricerca quando navigate in modalità privata, con quelli in cui incorrete quando utilizzate il vostro profilo. Esatto, le pagine di risposta sono diverse. Può sembrare un esercizio banale, ma lo è molto meno quando si realizza che i contenuti a cui abbiamo accesso sono ordinati in base alle nostre preferenze e non per la loro rilevanza oggettiva.

Fake news 
"Fake news" è un termine ormai ampiamente diffuso nella nostra cultura popolare, tanto che la sua definizione si trova anche nelle enciclopedie: "informazioni in parte o del tutto non corrispondente al vero, divulgata intenzionalmente o non, attraverso il Web".  La prima considerazione da fare è che chiunque può pubblicare contenuti su Internet. Questa meravigliosa conquista spesso non è però corroborata dalle migliori intenzioni, che spaziano da semplici inesattezze alla volontà di influenzare le opinioni di altre persone. Se un'informazione che viene da un amico o conoscente ci colpisce particolarmente, è bene chiedere a lui da quale fonte proviene, e su quali basi la ritiene vera. Per riconoscere le fake news possiamo fare anche da soli, seguendo la regola del tre: cioè cercando sempre altre conferme, controllando almeno che altre tre fonti fidate, e non collegate tra loro, riportino la stessa notizia, inserendo per esempio in un motore di ricerca il nome, il luogo e la data dell’evento di cui ci si vuole assicurare lo svolgimento e le dinamiche. L’accertamento circa la veridicità di una notizia va a beneficio anche del contenimento della sua divulgazione: astenersi dalla pubblicazione e promozione di una notizia che sappiamo essere falsa, e anzi la sua segnalazione, è un comportamento etico virtuoso che dovrebbe essere proprio di tutti i cittadini di Internet, anche dei giovanissimi.

Furto dei dati
Spesso si tende a sottovalutare il rischio che la nostra "identità digitale" finisca nelle mani di altre persone. La nostra identità digitale è il nostro "alter ego" nel mondo di Internet, e farsela sottrarre non vuol dire (solo) rischiare un danno economico (o farlo rischiare ai genitori), ma anche rischiare di compromettere la nostra reputazione nel mondo di internet, e addirittura esporci a rischi legali se qualcuno la utilizza per fare azioni controverse. Proteggere noi stessi e le nostre informazioni significa adottare semplici, ma importanti misure come usare il blocco schermo sul telefono o sul PC, fare attenzione alle informazioni personali che inseriamo su dispositivi senza codice di blocco che potrebbero essere smarriti o rubati e, soprattutto, creare delle password efficaci.
Il furto dei dati, in molti casi, avviene a seguito di comportamenti errati nella gestione delle password, il cui furto consente al malintenzionato di fingersi noi, dunque anche di parlare e postare a nostro nome. Il consiglio è quello di costruire parole chiave che siano difficili da indovinare e di non condividerle con nessuno. Vivamente sconsigliato utilizzare informazioni personali nelle password, come date di nascita e il nome del nostro cagnolino o quello dei genitori. 
Per proteggere le nostre informazioni, inoltre, è importante mantenere aggiornato il software antivirus e stare attenti prima di scaricare  app da appstore non ufficiali perché potrebbero contenere del software malevolo. 

Un modo molto utilizzato dai malintenzionati per rubare le informazioni è il phishing. Generalmente questi attacchi avvengono via email, tramite pubblicità o siti che sembrano quelli che usiamo abitualmente. Si tratta di una modalità di inganno finalizzato a spingerci a condividere informazioni di accesso o altre informazioni personali online. 
Il numero di tentativi di phishing cresce ogni anno. I nostri PC contengono informazioni estremamente importanti, come l’account del conto corrente. Prima di fare clic su un link o inserire le nostre credenziali, prestiamo attenzione ai particolari del mittente della email o della pagina web. 

Cyberbullismo
Cyberbullismo è un neologismo con il quale si indicano tutte le possibili e variegate modalità con le quali possono verificarsi forme di vessazione ai danni di minori attraverso la rete, è un fenomeno rilevante di cui se ne è occupato anche la Legislatura emanando normative per la prevenzione e il contrasto. 
Le ricerche dicono che le vittime di cyber bullismo tendono a non comunicarlo ai genitori, i quali, spinti dall’istinto di protezione per i propri figli, potrebbero imporre loro l’abbandono dei social network. Bisogna ricordarsi però che la colpa non è mai delle vittime. 
Se sei vittima di un cyberbullo, ricorda che non bisogna permettere a nessuno di infierire con la nostra serenità, la migliore difesa è il silenzio e tecnicamente ricordati che puoi bloccare l’utente in questione e segnalarlo; anche se ti è capitato di assistere ad episodi di cyberbullismo puoi aiutare segnalando l'accaduto
Bisogna ricordare che la vita online è come la vita reale: sii leale e rispetta sempre gli altri

 

 

 

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